Rifarsi il seno, pro e contro

Rifarsi il seno, pro e contro

Rifarsi il seno, pro e contro

Tra le operazioni di chirurgia estetica, quelle al seno sono quelle cui fanno maggior ricorso le donne in tutto il mondo. I numeri in crescita di questo settore, con particolare riguardo alla mastoplastica additiva, sono indicativi di un fenomeno tutt’altro trascurabile. Rifarsi il seno, infatti, è una scelta che può dipendere da molteplici ragioni, di tipo fisico, psicologico ed estetico.

Al contempo, la delicatezza di un intervento, che rimane comunque un’operazione chirurgica con conseguente necessità di anestesia e possibili complicazioni sulla salute, rende opportuno esaminare quali sono i pro e i contro di rifarsi il seno.

Se hai maturato la decisione di rivolgerti ad un chirurgo estetico o se stai vagliando le diverse informazioni, questa guida potrà illustrarti approfonditamente quali sono i vantaggi e gli svantaggi connessi agli interventi di mastoplastica, così da permetterti di ponderare quanto meno l’opportunità di rivolgerti ad uno specialista del settore per prepararti all’operazione vera e propria.

In ogni caso, sappi sin da ora che puoi accedere gratuitamente e senza impegno ad un consulto gratuito con il chirurgo estetico Dott. Feliciano Ciccarelli semplicemente cliccando il bottone qui sotto.

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Operazione al seno, in cosa consiste?

Sotto l’espressione di uso comune “rifarsi il seno” vanno ricondotte, in prima analisi, moltissime tipologie di operazioni che riguardano questo organo femminile.

Tra queste ultime sicuramente quella con maggiore appeal è la mastoplastica additiva, che permette di aumentare circonferenza e volume del seno mediante l’inserimento di una protesi nel tessuto sottostante al muscolo pettorale.

Peraltro, nel medesimo solco si inseriscono anche le operazioni che permettono di ricostruire il seno, ad esempio dopo un intervento che ne ha provocato l’asportazione: è quello che succede, ad esempio, se sei costretta ad un’asportazione del seno a causa di un tumore.

Sebbene la mastoplastica sia ormai sdoganata dalla cultura popolare e ritenuta meno invasiva rispetto ad interventi “necessari”, anche la plastica al seno è il frutto di un intervento chirurgico, che deve essere effettuato da un medico professionista e dotato delle competenze e degli strumenti più adeguati.

Cosa valutare prima rifarsi il seno

Tanto premesso, come qualsiasi chirurgo estetico direbbe, dovresti valutare attentamente l’esistenza di condizioni in presenza delle quali è possibile rifarsi il seno.

Età della paziente

Tra queste va sicuramente compresa l’età della paziente, nel senso che sebbene non esistano regole valide per chiunque, l’intervento sui tessuti può avere degli svantaggi in presenza di età avanzata, poiché questi ultimi si presentano meno elastici rispetto ad una paziente con età inferiore. Lo stesso dicasi dei tempi di recupero e, soprattutto, della resa finale, che potrebbe essere meno efficace su un corpo più anziano.

In proposito, in Italia esiste un divieto assoluto di sottoporsi a questo tipo di intervento al di sotto dei 18 anni, salvo che sussistano specifiche ragioni cliniche che lo rendano necessario. Per contro, la letteratura scientifica considera ottimale la fascia di età compresa tra i 25 e i 30 anni, dal momento che in questa fase dell’età della donna si presentano le migliori condizioni cliniche e fisiche per poter intervenire.

Ciò non significa, tuttavia, che tu non possa sottoporti a questa operazione a 40 o 50 anni (considerato anche che si tratta dell’età media entro la quale ci si avvicina a questo tipo di intervento), ma che più si sale con l’età maggiori potranno essere le probabilità che insorga una o più delle conseguenze negative che andremo ad esporre in prosieguo.

Eventuali conseguenze dell’intervento

Altra condizione fondamentale che va valutata riguarda la buona ponderazione effettuata dalla donna (più o meno giovane) che decida di sottoporsi a questo intervento.

Infatti, al pari di ogni altro intervento chirurgico, è fondamentale, da un lato, che la paziente venga adeguatamente informata dal proprio medico per quanto riguarda tutti i possibili decorsi dell’operazione (soprattutto dal punto di vista della riduzione della capacità di allattamento o della “manutenzione” richiesta dalle protesi), così da metterla in guardia, dall’altro, contro scelte avventate (se si tratta di donna molto giovane) o non compatibili con le proprie condizioni di salute.

Condizioni di salute

Proprio sotto quest’ultimo profilo, è importante chiarire che ci sono limiti alla praticabilità di un intervento al seno dettati dalle condizioni di salute della paziente. Dal momento che un’operazione del genere non si può considerare “salva-vita” (salvi i casi eccezionali sopra ricordati), è importante che il medico si accerti della compatibilità di quest’ultima con il quadro clinico.

A questo fine saranno necessari opportuni esami del sangue volti ad evidenziare che i valori siano buoni, oltre a procedere ad una radiografia del torace e ad un’ecografia o mammografia del seno.

Da non trascurare neppure l’eventuale ricostruzione della storia clinica della paziente, così da evidenziare la presenza di condizioni patologiche pregresse (come malattie croniche o anche disturbi di carattere psichico) o la presenza di patologie attuali, come disfunzioni cardiache, presenza di tumori in famiglia, e così via.

Durata e tempi di recupero post operazione al seno

Non è inutile sottolineare ancora una volta che quando parliamo di rifarsi il seno in realtà intendiamo comunemente soltanto una delle possibili operazioni che concernono questa zona del corpo di una donna, ossia la mastoplastica additiva.

In realtà, esistono moltissime tipologie di interventi al seno, come la mastoplastica riduttiva, la mastopessi, il lipofilling, e così via, ciascuna delle quali caratterizzata da specifiche modalità esecutive, durata, decorso e costi.

Per quanto concerne la durata dell’operazione e i conseguenti tempi di recupero successivi, prendendo in esame la mastoplastica additiva (che, come abbiamo detto, rappresenta la tipologia di più frequente applicazione), l’intervento in sè richiede in media mezz’ora/quaranta minuti, ciò che ne rende possibile l’esplicazione anche in regime di day hospital.

Diverse, invece, le possibili evenienze del decorso post-operatorio.

Normalmente, innanzitutto, si consiglia di indossare uno specifico tipo di reggiseno che permette alle protesi di assestarsi nella posizione desiderata.

Per quanto riguarda i tempi di recupero veri e propri, invece, questi possono oscillare tra i 10 e i 15 giorni: di solito basta poco più di una settimana per tornare al lavoro e due settimane per poter riacquistare la completa mobilità delle braccia (anche, ad esempio, per poter guidare).

Ovviamente, lo sport è assolutamente sconsigliato durante le prime 6-8 settimane, dal momento che movimenti bruschi potrebbero nuocere sia alla cicatrice che al posizionamento delle protesi: al termine di questo periodo, dunque, si può tornare normalmente alle proprie abitudini.

Costi di un intervento al seno

Anche dal punto di vista dei costi molto dipende dalla tipologia di intervento, ma prendendo sinteticamente in esame unicamente la mastoplastica additiva, i fattori che possono incidere sono dovuti al prezzo delle protesi (a sua volta collegato alla qualità delle medesime) e al maggiore o minore prestigio e professionalità della struttura cui ci si affida.

In questi casi è bene ricordarti che risparmiare non è mai una buona idea, perché non solo correresti il rischio di trovarti di fronte ad un risultato non conforme alle aspettative, ma anche ad esporre a conseguenze dannose la tua salute.

Comunque, in media, i costi di una mastoplastica additiva possono presentare un prezzo “all-inclusive” compreso tra i 5.000 e i 12.000 euro. Ma, te lo ripeto, il costo di un intervento di mastoplatica è variabile e dipende dalla qualità del professionista che effettua l’intervento.

Se vuoi conoscere il costo di un eventuale intervento al seno con il Chirurgo Specialista Dott. Feliciano Ciccarelli, puoi richiedere la formulazione di un preventivo gratuito e senza impegni di sorta cliccando il bottone qui sotto.

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Rifarsi il seno: quali sono le motivazioni e i vantaggi

E’ ora necessario ricordarti che qualsiasi medico professionista ti porrà delle domande approfondite sulle ragioni che ti hanno condotta a scegliere di rifarti il seno: molte riguarderanno le motivazioni alla base di questa scelta e saranno utili a condurti utilmente verso la risposta.

Ci sono ragioni profonde connesse al tuo bisogno di un intervento al seno? Hai compreso la natura dei rischi connessi a questo intervento? Sei consapevole del fatto che dopo un po’ di tempo i tuoi movimenti saranno limitati?

Per farti arrivare preparata a queste domande, di seguito ci preoccuperemo di illustrare nel dettaglio i vantaggi e gli svantaggi connessi all’operazione al seno, precisando ancora una volta che quella di cui ci stiamo occupando è unicamente la mastoplastica di carattere estetico.

Come dicevamo poco sopra, uno degli aspetti più importanti che precedono l’operazione di plastica al seno vera e propria riguarda l’indagine approfondita sulle ragioni che ti hanno spinta a questo intervento.

Un professionista del settore dovrebbe evitare di invogliare o agire su una volontà non ben formata di una paziente, per lucrare sulla sua possibile indecisione: al contrario, occorre che quando la paziente si rivolga al medico sia già ben conscia quanto meno delle ragioni alla base del richiesto intervento, mentre spetterà al chirurgo prospettare tutte le possibili implicazioni positive e negative, così da permettere alla donna di ponderarle adeguatamente.

Le motivazioni che possono indurti alla scelta di rifarti il seno non dovrebbero mai appiattirsi su di un generico desiderio di piacere ad altri o di assomigliare a qualcuno di specifico: piuttosto, quando ci si avvicina ad una qualsiasi operazione estetica è fondamentale avere come obiettivo il proprio ed esclusivo miglioramento personale, estetico e spirituale. Occorre che tu ti domandi se un seno rifatto ti farebbe sentire migliore, più consapevole della tua femminilità, per completare la visione ideale della tua persona. Se la risposta a queste domande è affermativa, allora l’intervento al seno è davvero utile.

Sia che si tratti di ragioni di carattere estetico o di ragione psicologica, purché supportate da una motivazione solida, un intervento al seno riuscito e ben controllato dal punto di vista del decorso post-operatorio assicura molti vantaggi.

Possedere un seno voluminoso e alto, infatti, favorisce l’autostima personale e permette di soddisfare la propria personalità, aumentando la fiducia in sè stesse e nella propria sensualità femminile. Ciò può essere molto importante anche perché aumenta considerevolmente la fiducia e confidenza nel proprio corpo, contribuendo a superare possibili deficit di carattere psicologico.

Proprio il fattore psicologico risulta ancora più evidente nei casi in cui si tratta di ricostruire un seno precedentemente asportato a causa di un tumore o per altra malattia: in queste ipotesi, infatti, la necessità di ricorrere alla chirurgia estetica rappresenta per le donne la possibilità di tornare ad una vita normale anche partendo dal ripristino della propria condizione fisica. In considerazione dell’ovvio periodo di preoccupazione e di tutte le possibili conseguenze dal punto di vista fisico che derivano dall’affrontare un tumore, dunque, rifarsi il seno può rappresentare davvero la chiave di volta per ritornare a vivere.

 

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Quali sono le controindicazioni di un intervento al seno?

Se le considerazioni che abbiamo finora svolto ci hanno permesso di evidenziare che l’operazione di chirurgia estetica al seno può contribuire notevolmente dal punto di vista fisico e psicologico a migliorare la salute delle donne, è anche vero che non è possibile sottovalutare tutta una serie di controindicazioni che sconsigliano di rivolgersi a questo tipo di intervento.

Si tratta, come anticipato, sia di elementi che dovrebbero indurre, prima ancora dell’operazione, ad evitare di rifarsi il seno, sia di fattori di complicazione che possono sorgere ad intervento effettuato.

In ogni caso, per saperne di più non puoi fare a meno di rivolgerti ad uno specialista. A tal fine, ti invito a richiedere un consulto gratuito

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Quando evitare di rifarsi il seno

Cominciando dai primi, abbiamo già descritto quali sono i pre-requisiti necessari per potersi sottoporre all’intervento al seno.

Fattori di carattere medico che suggeriscono, il più delle volte, di evitare un intervento di carattere additivo, è la presenza in famiglia di casi di cancro al seno, ma anche una condizione di obesità e il vizio del fumo: si tratta di elementi che possono aumentare i rischi e le complicazioni dell’operazione e la cui presenza deve essere opportunamente segnalata al chirurgo perché questi possa suggerirti la strada migliore da intraprendere.

Va anche ricordato che le operazioni al seno possono avere dei riflessi sugli screening per il cancro al seno, con la conseguenza che è sempre opportuno, prima di sottoporsi all’operazione, fare una visita ginecologica o senologica, con annessa mammografia. Dopo l’operazione, invece, la mammografia dovrebbe essere veritiera quando la protesi è impiantata dietro al muscolo, ma è sempre opportuno parlarne con il chirurgo prima dell’intervento.

Conseguenze sulla salute di un intervento al seno

Venendo, invece, a quelle che possono essere le complicazioni derivanti dall’intervento di chirurgia estetica al seno e cominciando a trattare quelle di carattere prettamente fisico, dobbiamo segnalarti che il rischio più frequente nelle ipotesi di mastoplastica additiva è quello connesso al possibile rigetto della protesi in silicone da parte dell’organismo.

Tecnicamente, questo fenomeno viene definito contrattura capsulare e comporta una reazione da parte del tuo corpo rispetto all’oggetto estraneo (la protesi, appunto), intorno alla quale si viene a creare una capsula avvolgente. Si tratta, quindi, di un meccanismo di difesa dell’organismo che, peraltro, non è necessariamente da guardarsi con sfavore, dal momento che può favorire la stabilizzazione della posizione della protesi.

Il problema sorge nel momento in cui il corpo incrementa la propria risposta, costruendo una capsula protettiva troppo spessa e rigida che finisce per schiacciare la protesi e alterare la stessa forma del seno, costringendo la paziente ad effettuare un nuovo intervento chirurgico.

Sebbene questa conseguenza sia tra quelle più temibili per chi si sottopone ad un intervento di chirurgia estetica al seno, va aggiunto che l’introduzione di protesi più compatibili comporta che il rischio del verificarsi della contrattura capsulare si riduca notevolmente, specie quando l’intervento viene eseguito a regola d’arte, cioè per mano di un professionista attento ai più piccoli dettagli.

La necessità di ricorrere ad un nuovo intervento, inoltre, è comunque connessa in generale alle operazioni di chirurgia estetica, come rivelano le statistiche: infatti, un numero ridotto di donne che si sono sottoposte a mastoplastica additiva presentano la necessità di sottoporsi ad un nuovo intervento entro i dieci anni, soprattutto a causa del deterioramento della protesi. Quest’ultima, infatti, potrebbe cominciare a perdere consistenza e forma, così da costringerti ad effettuare una nuova operazione. Eventualità che, inoltre, può essere necessitata anche da modifiche al proprio fisico dovute a cali di peso, alla gravidanza e a tutti gli altri fattori che potrebbero richiedere di “aggiustare il tiro” con nuovi interventi.

Non bisogna trascurare, inoltre, che qualsiasi tipologia di intervento al seno reca possibili ripercussioni sulla capacità di allattamento. Sono moltissime le donne con protesi al seno che scelgono di non allattare spontaneamente, quindi le statistiche su questo tipo di conseguenze non sono certe. Ciò nonostante, la letteratura scientifica riscontra, in presenza di incisioni dell’areola, la possibilità di danni ai dotti e alla ghiandola mammaria, con conseguente riduzione o addirittura azzeramento della capacità di produrre o emettere latte dal seno. Si tratta, tuttavia, di una evenienza che interventi basati su incisioni sotto braccio o sotto al seno non dovrebbe comportare.

Più frequente, invece, ma di norma senza alcuna conseguenza, è la perdita temporanea di sensibilità al capezzolo subito dopo l’intervento o in un momento successivo. La portata e la durata di questo fenomeno dipende dalla tipologia di intervento e può essere più o meno reversibile, senza che questo disturbo si traduca in un motivo di preoccupazione.
Sempre dal punto di vista delle conseguenze statisticamente più prevedibili di un intervento al seno, abbiamo già fatto cenno al fatto che sia assolutamente consigliato passare le successive settimane senza sottoporsi a sforzi fisici: i primi cinque giorni, peraltro, dovrebbero tradursi in assoluto riposo e conseguente lontananza dal lavoro, soprattutto se le proprie mansioni richiedono attività fisica. Questi tempi, inoltre, tendono ad allungarsi nell’ipotesi in cui l’impianto viene posizionato dietro il muscolo (perché in questo modo si ottiene un effetto più realistico e diminuiscono le cicatrici prodotte).

Inoltre, l’intervento che comporta un aumento delle dimensioni del seno ha delle ripercussioni anche sulla postura, proprio come si trattasse di un seno naturale, dal momento che il peso della protesi è pari, fermo il volume, al tessuto mammario. Questo effetto risulta proporzionato alla scelta della taglia effettuata: se questa risulta in linea con la tua statura e le dimensioni del tuo corpo, ci saranno effetti minimi; viceversa, per taglie più grandi ci saranno differenze considerevoli.

I contro di carattere psicologico ed estetico

Per quanto riguarda, invece, le altre tipologie di conseguenze rispetto all’intervento, non bisogna sottovalutare il fatto che l’intervento al seno comporta una radicale trasformazione del corpo della donna, con conseguenze di carattere psicologico non indifferenti.

Tra questi un rilievo primario hanno tutte le possibili fragilità psicologiche, come depressione, squilibri alimentari e simili, che non vengono tacitate dalla modifica del proprio corpo e che, anzi, possono aggravarsi per una sorta di rifiuto psicologico alla risoluzione del problema. Allo stesso modo, se l’intervento è stato dettato dal desiderio di soddisfare altri (come un partner o, in generale, il giudizio e l’approvazione maschile), il complesso che potrebbe derivare dall’essersi piegate a questa motivazione “esterna” può ledere, anziché migliorare, la propria autostima.

Esiste poi tutto un altro filone di svantaggi, connessi alla resa finale dell’intervento e, dunque, di carattere prettamente estetico. Infatti, a volte l’aspettativa del risultato risulta essere non proporzionata (anche a causa delle prospettazioni fallaci compiute dal chirurgo) rispetto alla realtà, con conseguente necessità di sottoporsi ad un nuovo intervento per rimuovere un difetto ben più evidente che in precedenza. Il che, peraltro, espone a rischi ulteriori alla salute, posto che ciascuna operazione chirurgica, anche di livello ambulatoriale, comporta stress al corpo ed effetti collaterali non secondari, specialmente se ci si sottopone con maggior frequenza ai “ferri”.

Per far fronte a questo aspetto diventa maggiormente necessario sia rivolgersi a strutture che possono offrire servizi professionali e collaudati, sia non presentare richieste esagerate: infatti, la dimensione alla quale si punta ad arrivare potrebbe non essere confacente nè dal punto di vista estetico (a causa del passaggio ad una taglia troppo grande rispetto a quella di partenza, che mal si confà con la corporatura generale) che di tipo psicologico.

In generale, il range consigliato per la chirurgia al seno considera ottimali interventi che non comportino aumenti superiori alle due taglie, ritenendo perfetta la famosa coppa C, che corrisponde ad un seno pieno ma non troppo grande.

Peraltro, avere un seno troppo grande può rendere a sua volta necessario un numero indefinito di successivi interventi, soprattutto a causa del generale decadimento dell’elasticità della pelle, costringendoti addirittura ad una mastoplastica riduttiva.

A chi rivolgersi per rifarsi il seno?

Come abbiamo avuto modo di illustrarti finora, rifarsi il seno è una scelta che deve essere valutata attentamente, soprattutto dal punto di vista delle conseguenze di carattere fisico e psicologico che ne possono derivare.

Se non si dubita dell’efficacia positiva che derivano dai vantaggi di rifarsi il seno, è proprio in considerazione dei possibili contro che abbiamo finora illustrato che diventa fondamentale, ad ogni livello, rivolgersi esclusivamente ad operatori in grado di assicurarti competenza, esperienza e professionalità.

Scegliere il chirurgo migliore può non essere un’operazione semplice. Ecco perché sentiamo il bisogno di fornirti alcune indicazioni fondamentali, perché le tue valutazioni possano essere fondate.

Innanzitutto, il medico dovrà essere in grado di fornirti tutte le risposte alle domande che poni, sia riguardanti nello specifico l’intervento (come si svolge? c’è anestesia e come funziona? quanto dura? quali saranno le possibili conseguenze?) che con riguardo all’indagine di carattere psicologico su cui ci siamo prima diffusi.

Il dottore Chirurgo Feliciano Ciccarelli effettua consulti gratuiti a tutti i coloro i quali vogliano comprendere quale sia il miglior percorso estetico da intraprendere. Puoi prenotare un appuntamento senza impegno cliccando il bottone qui sotto.

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Normalmente, viene praticato un primo appuntamento conoscitivo, che permette a medico e paziente di conoscersi a vicenda e, al primo, di vagliare tutte le possibili determinazioni utili ai fini dell’intervento.

Fornito così il quadro della situazione e prospettate le possibili alternative, avrai a disposizione un certo periodo di tempo durante il quale riflettere sulla tua scelta ed eventualmente formulare al medico tutte le opportune domande del caso.

Non è inutile sottolineare che la differenza tra un intervento al seno ben riuscito e che riduca al minimo o azzeri i possibili contro dell’operazione e una chirurgia mal fatta, che non soddisfi esteticamente o, peggio ancora, dal punto di vista delle evenienze cliniche, sta in larga misura nella scelta del professionista a cui rivolgerti.

Non tutti i chirurghi plastici, infatti, possono assicurarti le medesime prestazioni: sarà tua cura verificare il possesso delle specializzazioni richieste, dell’esperienza e professionalità della struttura nel tipo di intervento da effettuare e, perché no, domandare direttamente al medico tutto quello che può servire ad operare la scelta nel migliore dei modi.

Sotto questo profilo, rivolgersi a strutture conosciute e dalla chiara fama, come quella presso la quale opera il Dott. Ciccarelli, può comportare il ricorrere dei vantaggi che abbiamo sottolineato, rendendo ben spese le parcelle eventualmente più esose che ti verranno richieste.

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