Rifare il seno con la mutua

Rifare il seno con la mutua

Rifare il seno con la mutua

Sono tantissime le donne che hanno in programma un intervento di chirurgia estetica, e ancor di più quelle incuriosite almeno una volta nella vita dalla prospettiva di rifarsi il seno.

Si tratta di un’operazione estetica che permette di ottenere dei risultati molto apprezzati, oltre a migliorare sensibilmente non solo il proprio corpo ma anche il rapporto con se stesse.

Tuttavia, non tutti hanno la possibilità di avvicinarsi alla chirurgia estetica a causa dei suoi costi molto elevati: in media, infatti, mastoplastica additiva e mastopessi eseguite in regime privato possono richiedere anche 10.000 euro.

Per questo motivo, può essere utile capire se esistono alternative che permettono di ricorrere alla chirurgia senza spendere cifre elevate e, in particolare, se è possibile rifare il seno con la mutua: la risposta è sì, ma con molte condizioni. Infatti, come stiamo per vedere nel dettaglio, questo tipo di interventi non è coperto direttamente dal Servizio Sanitario Nazionale, se non in ipotesi straordinarie che andremo ad illustrare di volta in volta.

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Come rifarsi il seno gratis?

Questo interrogativo se lo sarà posto almeno una volta qualunque donna che abbia mai pensato ad un intervento al seno: è possibile ricorrere alla chirurgia mammaria gratuitamente o, comunque, in regime agevolato mediante il Servizio Sanitario Nazionale? Rifarsi il seno con la mutua è possibile?

Come dicevamo in apertura, i costi relativi alla chirurgia estetica al seno (e a quella mammaria, in particolare) sono normalmente molto elevati. Ciò è dovuto non soltanto alla complessità dell’operazione e alle spese base (come quelle per le protesi che, naturalmente, per essere sicure devono essere di ottima qualità e, conseguentemente costose), ma anche perché, trattandosi di un intervento prettamente voluttuario, esso non viene riconosciuto come mutuabile dal Servizio Sanitario Nazionale.

Peraltro, le spese mediche dovute a prestazioni chirurgiche estetiche non possono essere detratte dalle dichiarazioni dei redditi, dal momento che rientrano in questa categoria solo i costi che abbiano richiesto interventi per malattie, malformazioni o incidenti: ne consegue che non è possibile, di norma, detrarre i costi per la chirurgia al seno con finalità estetica.

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Tuttavia, se l’intervento è volto a rimuovere deformità funzionali o estetiche di grande rilievo, capaci di pregiudicare o limitare la vita della paziente, o a ripristinare la condizione fisica in seguito ad un intervento, è possibile nuovamente detrarre i costi sostenuti dalle imposte. Inoltre, in questi casi è possibile anche accedere alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

A tal fine, potrai rivolgerti per una visita gratuita presso il centro di chirurgia del dottor Ciccarelli.

Ebbene, anche in regime mutuabile è bene precisare che non si va esenti da spese, dal momento che in questo caso si ha accesso ad un ticket (proporzionato al reddito), che permette di sostenere l’intervento lasciando a carico della paziente una quota dei suoi costi. Quindi, se proprio non è possibile rifare il seno gratis, i costi per chi può accedere alle prestazioni del SSN sono decisamente ridotti.

Tuttavia, e qui le cose si complicano davvero, di per sè un intervento al seno non rientra tra le ipotesi che sono contemplate dalla mutua: nel dettaglio, le operazioni al seno che mirano a risultati puramente estetici, come una mastoplastica additiva, non sono generalmente coperti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Infatti, la mastoplastica mutuabile è riservata soltanto ad alcuni casi come la ricostruzione del seno in seguito ad un’asportazione del medesimo (mastectomia) resa necessaria dal tentativo di rimuovere un carcinoma: in questa ipotesi, infatti, l’intervento al seno è giustificato dal fine di riportare la paziente alle condizioni fisiche precedenti all’asportazione, così da non creare conseguenze di carattere psicologico connesse alla profonda modificazione del proprio corpo.

Questo caso, come stiamo per vedere, non è però l’unico: il Servizio Sanitario Nazionale, infatti, permette di accedere ad una serie di interventi al seno mutuabili che si rendano necessari per finalità non estetiche, come la mastopessi o la rimodulazione del seno (come di altre parti del corpo) in seguito a traumi o malformazioni. Nei prossimi paragrafi ci occuperemo, appunto, di definire quali interventi possono essere eseguiti in regime mutuabile e come procedervi.

Chirurgia plastica al seno mutabile

Come abbiamo avuto modo di anticipare, esiste una serie di interventi di chirurgia plastica (tra cui la mastoplastica additiva e, in generale, la plastica al seno) che sono mutuabili, anche se generalmente le persone tendono ad ignorare questa opportunità.

La ragione è essenzialmente legata al fatto che, normalmente, il Servizio Sanitario Nazionale non copre le spese dovute ad interventi estetici al seno, essendo questi ultimi non necessari da un punto di vista strettamente clinico: ne consegue, quindi, la necessità di rivolgersi unicamente a strutture private, con conseguente addebito dei costi integralmente a carico della paziente.

Tuttavia, è possibile procedere ad una mastoplastica additiva tramite Asl e in generale con mastoplastica additiva mutua presso il Servizio Sanitario Nazionale, quando la necessità di procedere all’intervento è legata alla presenza di una patologia che richiede operazioni che presentano risvolti anche di carattere estetico.

Diventa necessario, quindi, indagare quali sono le patologie e le condizioni che permettono di rifare il seno con la mutua. In proposito esistono alcune linee guida che sono state approntate proprio per questo tipo di situazioni, ad eccezione – è bene ricordarlo ancora una volta – delle operazioni eseguite unicamente per piacere personale e quindi per mere finalità estetiche. In questo caso, infatti, l’unica alternativa è quella di rivolgersi a chirurghi plastici o centri specializzati che operano privatamente, addebitando le spese dell’intervento a carico dei pazienti.

In via generale, però, il discorso muta completamente quando sono presenti alcune circostanze, tra cui la necessità di procedere alla ricostruzione del seno in seguito ad una mastectomia, oppure un intervento al seno volto a correggere una malformazione congenita o ancora in presenza di crescita eccessiva, che introduce alcuni problemi posturali e grava eccessivamente sulla colonna vertebrale, o, infine, interventi che non presentano alcun collegamento con altra patologia di carattere fisico, ma che sono destinati a fornire ai pazienti il benessere psicologico altrimenti perduto a causa di un inestetismo particolarmente invalidante.

In queste ipotesi, la presenza di ragioni di carattere fisico e psicologico fà rientrare l’intervento al seno nell’orbita del Servizio Sanitario Nazionale, il quale ha apprestato un’apposita linea di sostegno. Quest’ultima passa attraverso due canali principali:

  • le strutture pubbliche, come gli ospedali e le Asl;
  • le cliniche private convenzionate.

Nel primo caso, chiaramente, la prestazione sanitaria deve essere erogata e richiesta direttamente in regime pubblico, con il conseguente iter che richiede la prenotazione del ticket, la visita pre-operatoria e l’intervento. Viceversa, esistono anche apposite convenzioni che permettono di fornire al paziente la possibilità di rivolgersi a strutture private (e, quindi, a chirurghi plastici che operano privatamente), salvo addebitare parte delle spese operatorie al SSN.

A tal fine, potrai rivolgerti per una visita gratuita presso il centro di chirurgia del dottor Ciccarelli.

Normalmente, se una paziente vuole rifare il seno con la mutua cercherà di ottenere questo obiettivo rivolgendosi ad una struttura pubblica. Se si rientra nelle ipotesi contemplate dalla legge e dalle linee guida come interventi mutuabili (ricordando che, per essere tali, devono avere come fine qualcosa di più che la semplice ragione estetica), sarà necessario procedere ad una valutazione preventiva del paziente da parte del medico incaricato, il quale procederà alla redazione di apposito referto per decidere se l’intervento rientra o meno tra quelli mutuabili.

Se si rientra in una delle ipotesi (che esamineremo in dettaglio nel prossimo paragrafo) che giustificano l’intervento pubblico, il SSN permetterà al paziente di decidere se rivolgersi alle strutture pubbliche, come ospedali e policlinici, oppure ad una delle strutture private convenzionate.

Se è vero che vi sono casi in cui è possibile procedere ad un intervento al seno anche con prestazione mutuabile, e conseguentemente decidere di sottoporvisi anche in regime pubblico, è importante ricordare che normalmente per questo tipo di interventi al seno nelle strutture pubbliche si può andare incontro a tempi di attesa piuttosto lunghi, dal momento che, da un lato, non vi è specializzazione e, quindi, le strutture possono rivelarsi non all’altezza; dall’altro, normalmente non sussiste urgenza e, conseguentemente, le contingenze cliniche più importanti possono prevalere, contribuendo ad allungare le liste d’attesa.

Ecco perché risulta sempre preferibile rivolgersi ad un centro specializzato di chirurgia plastica, che, oltre ad offrire le prestazioni in regime di mutua o mediante apposite offerte che dispongono il pagamento rateale o con promozioni, permette di raggiungere l’operazione in tempi molto più ridotti e, inoltre, offre migliori standard qualitativi, sia dal punto di vista dell’esperienza del personale medico che delle strutture e dei macchinari impiegati.

Quali interventi al seno sono mutuabili?

Finora ci siamo occupati principalmente di stabilire il meccanismo che permette ad una paziente di accedere ad una prestazione di chirurgia estetica in regime mutuabile. Adesso, invece, è il momento di approfondire il discorso individuano quali sono gli interventi al seno mutuabili. Procederemo dapprima ad elencarli, per poi illustrare in dettaglio le caratteristiche dei principali.

Innanzitutto, gli interventi di chirurgia al seno mutuabili, in presenza delle rispettive condizioni, sono:

  • le operazioni di mastectomia e di conseguente ricostruzione del seno in seguito ad un’asportazione del tumore;
  • interventi al seno in presenza di malformazioni congenite (come l’asimmetria mammaria) oppure quando quest’ultimo presenta dimensioni eccessive e pregiudica la postura o può causare danni alla colonna vertebrale;
  • rimozione di traumi (come cicatrici), malformazioni o ustioni dovute alle più diverse cause.

Il tratto comune di questa casistica appena esposto è evidente: questi interventi, infatti, sono volti al ripristino di funzionalità limitate o compromesse in seguito ad una precedente operazione o ad un evento esterno, oppure realizzati con il fine di correggere gli effetti di una malformazione o di altra patologia che abbia interessato il seno della paziente.

Ne consegue, ancora una volta, che l’intervento a carico del Servizio Sanitario Nazionale, è pur sempre di tipo estetico (nel senso che dal punto di vista pratico comporta un’operazione che non interessa profili strettamente clinici), ma funzionale: l’obiettivo è, quindi, quello di ridurre o eliminare i disagi estetici che abbiano un’incidenza molto stretta con la condizione fisica o psicologica dell’interessato.

Ricostruzione del seno in seguito ad una mastectomia gratis

Si tratta, probabilmente, della tipologia di intervento al seno mutuabile più frequente, dal momento che molte donne che hanno subito una rimozione del seno (volta a rimuovere, curare o prevenire un carcinoma o altra formazione maligna) hanno poi dovuto procedere alla ricostruzione della forma del seno.

In questo caso, la ricostruzione comporta l’impiego di appositi impianti (salini o in silicone, quindi trattasi di vere e proprie protesi), oppure utilizzando tessuto autologo per rifarsi il seno, cioè tessuto grasso prelevato direttamente da un’altra parte del corpo. E’ possibile, inoltre, che si proceda ad entrambe le modalità in via complementare.

Dal punto di vista della dinamica dell’intervento, la ricostruzione chirurgica del seno può avvenire o iniziare sia contemporaneamente alla mastectomia (nel qual caso si parla di “ricostruzione immediata”), oppure essere successiva a quest’ultima, nel senso che occorre aspettare che le incisioni precedenti siano rimarginate e la conseguente terapia contro il cancro esaurita (in questo caso si parla di “ricostruzione ritardata”): in tale seconda ipotesi, peraltro, l’intervento può essere effettuato anche mesi o anni dopo la mastectomia.

Mastoplastica riduttiva gratis

Questo tipo di intervento estetico viene effettuato per ridurre le dimensioni di un seno troppo grande, pesante e pendente. Normalmente l’operazione ha una finalità eminentemente estetica e, quindi, non viene effettuata in regime di mutua.

Tuttavia, un seno eccessivamente grande e pesante può comportare numerosi problemi posturali, come dolore al collo, mal di schiena, irritazioni, debolezza, oltre ad incidere pesantemente sulla corretta fisionomia della colonna vertebrale. Ne consegue che l’accertamento sulla sussistenza di tali condizioni fa sì che l’intervento di riduzione del seno abbia una finalità strettamente terapeutica, volta cioè a rimuovere la causa di tali disturbi.

Dal punto di vista dell’intervento, la mastoplastica riduttiva comporta la rimozione della pelle, del tessuto adiposo e del tessuto ghiandolare in eccesso, senza che ciò comporti alterazioni significative della capacità di allattamento e della riduzione di sensibilità al seno. L’operazione, come suggerisce il nome, produce come effetto la riduzione in termini estetici, quindi come volume, peso e contorno del seno.

Mastopessi Gratis

Questo tipo di intervento è assimilabile ad una tradizionale mastoplastica additiva per quanto concerne il suo effetto di ingrandimento e rimodellamento del seno e, conseguentemente, ne condivide la generale esclusione dalla mutua se non in presenza di altre concause di tipo patologico.

In termini pratici, la mastopessi modifica la forma del seno procedendo ad una sorta di lifting del medesimo: infatti, si elimina la pelle in eccesso, modificando la posizione del tessuto mammario per sollevare il seno, correggendo potenziali incurvature, cadimenti e l’effetto di curvatura verso il basso dei capezzoli. Al contempo, questo intervento può avere benefici di tipo posturale, ma anche aumentare la propria auto-stima.

A tal fine, potrai rivolgerti per una visita gratuita presso il centro di chirurgia del dottor Ciccarelli.

Asimmetria del seno ed intervento mutuabile

Uno degli interventi che può essere oggetto di prestazione mutuabile è l’asimmetria al seno, ossia la condizione fisiologica di una paziente che presenta un seno diverso dall’altro, in termini di dimensioni, volume e forma.

Il fenomeno può essere dovuto alle più disparate cause, come problemi ormonali durante la crescita, oppure uno sviluppo malformato, come in presenza di una ipertrofia giovanile del seno. Questi fattori determinano, all’evidenza, uno sviluppo irregolare del seno, che conseguentemente si presenta più grande da un lato che dall’altro.

Essendo una problematica che può comportare problemi psicologici rilevanti, dal momento che impedisce alla donna di vivere serenamente il proprio corpo (con conseguente disagio e insicurezza), la correzione dell’asimmetria può essere effettuata con un’operazione mutuabile.

A tal fine, potrai rivolgerti per una visita gratuita presso il centro di chirurgia del dottor Ciccarelli.

Rimozione Malformazioni al seno Gratis

Vi sono poi altre tipologie di interventi che consentono di rimuovere malformazioni al seno gratuitamente, come la presenza di mammella tubolare (o seno tuberoso). In quest’ultima ipotesi si presenta una parte della mammella (normalmente, uno o due dei quadranti inferiori del seno) che non si forma adeguatamente durante lo sviluppo, così venendo sovrastata e coperta dalla pelle proveniente dalla zona superiore.

Ne deriva una piega molto inestetica sotto al seno, che può essere spostata chirurgicamente verso l’alto, consentendo al tessuto di inclinarsi verso il basso, riempiendo il volume mancante del seno. Inoltre, con questo intervento è possibile intervenire anche all’allungamento dell’areola e del capezzolo.

Un’altra tipologia di malformazione su cui si può intervenire in regime di mutua è la rimozione del prolasso dell’areola, che si verifica quando il derma di quest’ultima è troppo sottile e non ne sostiene il peso.

Mastoplastica additiva mutuabile

Dall’analisi che abbiamo svolto finora possiamo concludere nel senso che la mastoplastica additiva mutuabile è un’eccezione. Infatti, nella maggioranza dei casi rifare il seno con la mutua (nel senso di ingrandirlo, secondo il senso comune) non è possibile.

Se, invece, si rientra nei casi che abbiamo sopra illustrato è possibile accedere al regime agevolato del Servizio Sanitario Nazionale. In questo caso è necessario seguire alcuni passaggi:

  • in primo luogo è necessario sottoporsi ad una visita specialistica, che permette di individuare il tipo di patologia e le conseguenti applicazioni che potrebbero derivare dall’intervento estetico;
  • se il referto conseguente permette di accertare la sussistenza delle condizioni di accesso alla mutua, si può inoltrare la conseguente domanda di prestazione mutuabile;
  • una volta ottenuto l’assenso (in regime pubblico, purtroppo, possono volerci anche molti mesi), è possibile procedere all’intervento.

Come abbiamo peraltro anticipato, tuttavia, è possibile procedere all’intervento anche presso apposite strutture e chirurgi plastici convenzionati, così da conseguire ugualmente un risparmio consistente sull’operazione e guadagnarne in termini di tempistiche e sicurezza.

A tal fine, potrai rivolgerti per una visita gratuita presso il centro di chirurgia del dottor Ciccarelli.

Inoltre, non bisogna dimenticare neanche che, anche se non sussistono le condizioni che permettono di rifare il seno con la mutua, molte strutture permettono di accedere a condizioni economiche vantaggiose per procedere all’intervento: infatti, sono moltissime le offerte che presentano un prezzo accessibile, mentre è sempre possibile concordare modalità di pagamento che permettono di adeguare le rate alle proprie esigenze.

One Comment

  1. Monica
    Ago 26, 2019 at 3:26 pm

    Io sono di Milano

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