Riduzione del seno, tutto quello che devi sapere

Riduzione del seno, tutto quello che devi sapere

Riduzione del seno, tutto quello che devi sapere

Per molte donne, la presenza di un seno molto grande, oltre a determinare una modifica importante del proprio aspetto fisico, può esser anche causa di dolori o, in casi estremi, di circostanze patologiche.

A titolo esemplificativo, si pensi a quelle donne che presentano atteggiamenti posturali compromessi causati al peso delle mammelle; situazioni, queste, che possono causare cifosi (la cosiddetta gobba) o casi di scoliosi (in particolare, rotazioni della colonna vertebrale e della gabbia toracica dovute al peso eccessivo di una mammella rispetto all’altra).

Si consideri, poi, che l’eccessivo peso delle mammelle può determinare uno spostamento in avanti del baricentro della colonna vertebrale, con conseguente emersione di dolori al collo ed alle spalle, difetti posturali ed irritazioni della cute in corrispondenza del solco mammario.

Senza considerare che la gigantomastia può inibire il corretto ed ordinato svolgimento delle classiche attività quotidiane, come ad esempio l’esercizio fisico, nonché problemi a livello relazionale. Quanto a quest’ultimo aspetto, in particolare, non è infrequente intercettare situazioni di grave disagio emotivo cui incorrono determinate donne, che trovano addirittura difficoltà e vergogna nell’indossare un determinato tipo di abbigliamento, come abiti scollati o canotte.

La sussistenza di queste situazioni di disagio fisico ed emotivo stanno alla base della scelta di molte donne di effettuare un intervento di riduzione del seno, eliminando alla fonte quelle circostanze, reali o percepite, che inibiscono il concreto ed ordinario sviluppo della propria vita sociale o del proprio benessere in senso lato inteso.

Per approfondire, leggi qualcosa sui pro e contro di un intervento al seno

SENO MOLTO GRANDE, DA COSA DIPENDE

La sussistenza di un seno di grandi dimensioni e/o cadente (cosiddetta ptosi mammaria) può essere determinata da diverse circostanze, ed a titolo esemplificativo:

  • Anzitutto, può dipendere da fattori genetici
  • In secondo luogo, può dipendere dal grado di recettività ormonale del tessuto mammario
  • Poi, potrebbe dipendere anche da un semplice aumento di peso

Possiamo distinguere diversi livelli di ipertrofia mammaria, a seconda della sua rilevanza concreta: lieve, moderata e severa, fino ad arrivare al caso limite della gigantomastia, ossia a quella ipertrofia mammaria di dimensioni eccessive derivante da alterazioni patologhe dei tessuti mammari.

Ed è proprio nel caso di riscontrata presenza di una situazione patologica che si preferisce intervenire con una mastoplastica riduttiva, cui di regola seguono ottimi risultati, a condizione però che l’intervento venga eseguito da un professionista specializzato in chirurgia estetica ed esperto nel rimodellamento del seno, nonché operante nell’ambito di strutture qualificate e dotate delle strumentazioni necessarie.

A tal fine, e prima di proseguire, ti invitiamo a prenotare un consulto gratuito col dottore Ciccarelli per poter approfondire meglio la tua situazione concreta, cliccando sul bottone qui sotto.

A COSA SERVE LA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

Come noto, la mastoplastica riduttiva consiste in un intervento volto alla riduzione del volume del seno, che rientra nella grande famiglia degli interventi di chirurgia plastica ed estetica finalizzati a ridurre le dimensioni di mammelle eccessivamente voluminosi, e tante volte cadenti, correggendo in alcuni casi situazioni di asimmetria mammaria.

In tanti casi, alla base della decisione di effettuare un intervento di mastoplastica riduttiva vi è l’esigenza di frenare quei disturbi connessi all’eccessivo peso delle mammelle. Al riguardo, quante alle conseguenze astrattamente possibili, si pensi a dolori alla schiena ed alla cervicale, ai fastidi alla regione lombare e/o mammaria, alle cefalee, ai problemi di respirazione, alle dermatiti e così via.

Non sono infrequenti, come già rilevato, problemi di carattere estetico e psicologico dovuti alle evidenti limitazioni che la presenza di un seno assai voluminoso possono causare (scelta dell’abbigliamento, svolgimento di esercizio fisico, vita sessuale o relazionale).

In sintesi, quindi, la mastoplastica riduttiva è quella operazione chirurgica a mezzo della quale si punta alla riduzione di un seno di grandi o comunque eccessive dimensioni.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA, QUANDO FARLA

Tanto premesso, senza pretesa alcuna di esaustività e ferma restando la necessità di approfondire la situazione concreta a livello medico, pare ora opportuno esemplificare tutti quei casi in cui si ritiene di consigliare un intervento di mastoplastica riduttiva, ossia di riduzione del volume del seno.

Preliminarmente, è bene ricordare che un’operazioni chirurgica volta a ridurre il seno ha sì finalità estetiche, ma non si esaurisce in esse. Difatti, la presenza di un seno assai voluminoso può determinare, come detto, fastidi o addirittura dolori a varie parti del corpo, nonché determinare irritazioni cutanee ed inibire lo svolgimento di alcune attività. In altri termini, la grandezza del seno può inficiare negativamente la qualità della vita di una persona.

Tanto detto, per ragioni di sintesi, si può dire che la riduzione delle mammelle può essere indicata nei casi in cui, a causa di un eccessivo volume di queste ultime, potrebbero essere riscontrate le seguenti circostanze:

  • Dolore cronico alla schiena, specie alla regione cervicale e lombare, provocato dall’elevato peso delle mammelle, con conseguenti dolori alla regione mammaria;
  • Problemi di respirazione, specie durante la notte, mentre si dorme;
  • Irritazioni che possono colpire la parte inferiore del seno. Si pensi alle ulcerazioni nella piega sottomammaria e in corrispondenza delle spalline del reggiseno: e difatti, un seno molto grande può esercitare, all’interno del reggiseno, fortissime pressioni, determinando una eccessiva tensione alle cinghie del seno cui, a valle, seguono dolori alle spalle;
  • Problemi psicologici e sociali che possono influire negativamente sulla quotidianità della donna o sulla sua attività fisica o sessuale, legati all’ingombro di un seno troppo abbondante;
  • Altri problemi di carattere estetico-sociale: si pensi alla semplice difficoltà nel rinvenire un abbigliamento adeguato rispetto alle forme del proprio corpo.

In particolare, e con riferimento alla prima delle casistiche elencate, il sovradimensionamento del seno, connesso al suo eccessivo penso, può determinare un carico innaturale sulla colonna vertebrale o alle articolazioni collegate alle spalle, provocando in taluni casi infiammazioni di carattere cronico.

In tali ipotesi, pertanto, un intervento di mastoplastica riduttiva è vivamente consigliato, ove ovviamente sussistano tutte le condizioni di carattere medico richieste dalla natura dell’intervento.

In ogni caso, date le peculiarità registrabili di volta in volta, prima di sottoporsi ad un intervento di riduzione del seno è opportuno preliminarmente rivolgersi ad un chirurgo specialista, anche solo per un consulto informale, con lo scopo di intraprendere il giusto percorso chirurgico che sappia conciliare i profili medici e quelli estetici inevitabilmente connessi.

È possibile, pertanto, contattare il dott. Feliciano Ciccarelli per avere immediatamente un consulto gratuito e chiarire tutti i propri tutti in ordine alle caratteristiche ed alle eventuali ripercussioni di un intervento di mastoplastica riduttiva. Per farlo, clicca il bottone qui sotto e prenota il tuo consulto gratuito.

COME FUNZIONA L’INTERVENTO DI RIDUZIONE DEL SENO

Ma come viene effettuato l’intervento di riduzione del seno?

L’operazione di riduzione del seno viene eseguita da un chirurgo estetico ed è volta alla eliminazione di una parte dei tessuti adiposi, ghiandolari e cutanei che costituiscono le mammelle.

Trattandosi di un intervento comunque invasivo, viene di regola praticata l’anestesia generale, cui segue una incisione e la rimozione del volume in eccesso. In particolare, è previsto l’uso di farmaci anestetici ed antidolorifici, effettuato in via endovenosa o per inalazione e con effetti persistenti per tutta la durata dell’intervento.

Più nello specifico, durante l’esecuzione di un intervento di riduzione del seno, il chirurgo anzitutto si preoccupa di eliminare i tessuti che formano le mammelle, per poi rimodellare l’area occupata dai capezzoli e dall’areola.

Diversi i tipi di incisione praticabili, variabili in funzione delle dimensioni e della conformazione del seno; ragion per la quale è necessario sempre un’analisi pre-operatoria e assai accurata delle mammelle.

La durata di questa tipologia di intervento, pur dipendente dalle caratteristiche del seno sul quale intervenire, è di regola non inferiore ai 90 minuti e non superiore alle 4 ore e può rendere altresì necessario un ricovero ospedaliero di un giorno (solo nei casi limiti, ossia quando l’operazione risulti più invasiva del normale, potrebbe esser necessario un ricovero più lungo, di norma non superiore a 3 o 4 giorni).

Conclusa l’operazione, al risveglio è assai probabile che la paziente accusi dolori al seno: si tratta, in verità, di circostanze normali, che si attenuano comunque dopo un limitato tempo di assunzione di antidolorifici.

Leggi anche: è doloroso rifarsi il seno?

In seguito alle dimissioni dalla struttura ospedaliera, è assai probabile che, almeno nel corso della prima settimana immediatamente successiva all’intervento, il seno si manifesti sensibile, gonfio e ricoperto di lividi; una situazione, questa, tuttavia, destinata ad attenuarsi col semplice decorso del tempo: di solito bastano al massimo 4 settimane (ma potrebbero esserne necessarie anche solo 2) prima che la situazione si stabilizzi del tutto e che la paziente possa serenamente, e senza disagi particolari, rientrare al lavoro e tornare a guidare.

I RISCHI DELLA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

Tendenzialmente, può esser con sufficiente certezza affermato che gli interventi di mastoplastica riduttiva siano sicuri e rechino poche controindicazioni. In particolare, quando questo intervento è eseguito da uno specialista, difficilmente vengono riscontrate problematiche ex post.

Tuttavia, è opportuno rammentare che, trattandosi comunque di operazioni di carattere chirurgico ed implicanti una discreta dose di invasività, potrebbero comunque esser registrati, a valle di un intervento di tal fatta, rischi e/o effetti non desiderati e non preventivati.

Per ridurre alla fonte il rischio che dall’operazione chirurgica di riduzione del volume del seno derivino complicazioni e criticità, è assolutamente necessario seguire pedissequamente le istruzioni fornite dal chirurgo prima e dopo l’intervento. A tal fine, è possibile prenotare un consulto gratuito col Dottor Feliciano Ciccarelli per la verifica della tua situazione, semplicemente cliccando il bottone qui sotto.

Tornando ai rischi in concreto legati ad un intervento di riduzione del seno, possiamo annoverare, tra i possibili ed in primo luogo, quelli conseguenti ad un eccessivo sanguinamento nel corso o dopo l’operazione: si tratta, in tale ipotesi, di un ematoma di scarsa pericolosità che potrebbe rendere necessaria la riapertura della ferita per consentire la rimozione del sangue, bloccando ulteriori complicazioni.

Più raro, invece, che si verifichi una infezione, specie se l’intervento è eseguito da un buon professionista e in una struttura adeguatamente attrezzata. In ogni caso, in tali ipotesi, sarà necessario un semplice trattamento antibiotico per contrastare l’infezione.

Ancora più rara, seppur astrattamente possibile, è la riduzione o la perdita permanente della sensibilità della cute e del capezzolo, pur dovendosi rilevare che di regola la sensibilità, nei casi limiti, si riacquista quasi completamenti decorso qualche mese dall’intervento.

Ancora, è possibile riscontrare, quale effetto collaterale legato alla riduzione chirurgica del seno, la non perfetta simmetria delle mammelle, sia a livello di forma che a livello dimensionale. Questa circostanza può dipendere dalla difficoltà dell’intervento e dalla quantità di tessuto che si rende necessario asportare nel caso di specie; ragion per la quale è consigliabile rivolgersi ad un chirurgo esperto e qualificato, onde evitare risultati estetici non proprio gradevoli.

In conclusione, è bene sottolineare che le complicazioni derivanti dalla mastoplastica riduttiva risultano rare e comunque fronteggiabili nella maggior parte dei casi attraverso interventi correttivi che non compromettono il risultato estetico finale all’origine desiderato.

MASTOPLASTICA RIDUTTIVA E CICATRICI

In occasioni di quasi tutti gli interventi di carattere chirurgico è normale che, ultimato il processo di guarigione, si riscontri la presenza di cicatrici all’altezza dei punti dove si sono praticate le suture.

Quanto alla riduzione mammaria, è frequente che residuino delle cicatrici visibili sotto i capezzoli, mentre difficilmente sono visibili ad occhio nudo quelle in corrispondenza del solco sottomammario o lungo la circonferenza dell’areola.

In ogni caso, la dimensione delle cicatrici è variabile e dipende dalla situazione soggettiva della paziente e dalla modalità di incisione prescelta.

PREPARAZIONE ALL’INTERVENTO DI RIDUZIONE DEL SENO

Prima di procedere con l’intervento di mastoplastica riduttiva, il chirurgo sottopone il paziente a diversi controlli ed esami, per accertarsi che non vi siano controindicazioni all’intervento.

In particolare, il dottor Feliciano Ciccarelli, prima di procedere con un intervento di riduzione chirurgica del seno, predilige un approccio alla paziente assai complesso e completo.

Di regola, il chirurgo effettua due visite preparatorie:

  • In occasione della prima visita, viene valutata la situazione complessiva della paziente, con conseguente valutazione preliminare circa le possibili modalità di intervento, sulla scorta della conformazione, del volume e della forma del seno dell’interessata. In questa fase, inoltre, si è soliti interrogare la paziente sulle circostanze che maggiormente possono incidere, in senso positivo o negativamente, sui risultati dell’intervento, di modo da effettuare la migliore scelta tra le diverse alternative possibili;
  • In occasione del secondo consulto, successiva alla definizione di massima delle caratteristiche dell’intervento concretamente praticabile, si affinerà la scelta, individuando quella che maggiormente si addice al caso specifico ed effettuando le tradizionali foto preoperatorie. Inoltre, in questo momento saranno descritti alla paziente tutti i rischi ed i benefici dell’intervento, le modalità concrete di ricovero e le implicazioni eventualmente derivanti dalla riduzione chirurgica;
  • Seguirà un incontro con l’anestesista, cui potrebbero seguire ulteriori esami, volto ad individuare le possibili cautele da tenere nella fase immediatamente precedente all’operazione.

È bene considerare che in tutte le fasi che precedono l’operazione è assolutamente necessario che il paziente tenga un atteggiamento perfettamente collaborativo, informando gli specialisti di tutte le circostanze utili alla buona riuscita dell’intervento ed evidenziando le eventuali criticità che è opportuno conoscere (ad esempio, l’assunzione di determinate tipologie di farmaci, la cui somministrazione potrebbe essere temporaneamente inibita, o la presenza di particolari patologie che potrebbero incidere negativamente nella economia complessiva del trattamento da effettuare).

È consigliato evitare di fumare nel corso delle due settimane precedenti all’intervento, per evitare complicazioni, inevitabilmente superiori per i soggetti fumatori.

DURATA DELL’INTERVENTO DI RIDUZIONE MAMMARIA

Sotto questo profilo, è bene distinguere tra durata dell’intervento chirurgico in senso stretto e durata dei risultati dell’intervento.

Quanto alla durata dell’intervento chirurgico, esso è variabile, essendo connesso alla quantità di tessuto da rimuovere, seppur possa prevedersi, almeno mediamente, una durata di circa 2 ore o poco meno, in condizioni di anestesia generale.

Quanto, invece, alla durata dei risultati dell’intervento, bisogna anzitutto premettere che, seppur dipendente dalle caratteristiche soggettive del paziente, la durata di un intervento di mastoplastica riduttiva è di molti anni.

Anzi, in termini di volume, può dirsi che con sufficiente certezza i risultati estetici ed i benefici dell’operazione chirurgica possono anche esser definitivi, salvo che, nel prosieguo, si registrino aumenti di peso o gravidanze che possano incidere nuovamente sulle dimensioni o sul peso delle mammelle. In tali casi, sarà comunque possibile intervenire con interventi correttivi volti a ripristinare la situazione desiderata.

INTERVENTO DI RIDUZIONE CHIRURGICA DEL SENO: CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI FINALI

Bene, in questo contenuto sono stati analizzati i profili principali, le criticità e le caratteristiche in generale connessi ad un percorso di riduzione chirurgica delle mammelle, cercando di toccare trasversalmente i maggiori centri di interesse manifestati delle donne in occasione delle visite preliminari e di controllo.

Per concludere è bene però rammentare che ogni valutazione soggettiva o ogni informazione reperita online o per sentito dire, per quanto attendibile ed autorevole, non può mai sostituire l’efficacia di un consulto dal vivo con uno specialista.

Pertanto, ancora una volta l’invito è quello di rivolgersi al Dott. Ciccarelli per avere un primo, preliminare e specializzato consulto gratuito circa il percorso medico che potrai seguire per raggiungere i risultati sperati, senza correre alcun rischio ed in totale sicurezza.
Per prenotare un consulto gratuito col Dott. Feliciano Ciccarelli, chirurgo estetico, è sufficiente cliccare il bottone qui sotto.

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