Fa male rifarsi il seno?

Fa male rifarsi il seno?

Fa male rifarsi il seno?

Molte donne che decidono di avvicinarsi per la prima volta alla chirurgia mammaria si domandano se fa male rifarsi il seno. Opportunamente, bisogna specificare che l’intervento al seno, pur essendo un’operazione chirurgica che comporta minimi inconvenienti, possiede tutti i caratteri propri di qualsiasi intervento medico.

In altri termini, è normale la presenza di un dolore temporaneo, sebbene di portata limitata e ordinariamente gestibile mediante analgesici; al contempo, è necessario un certo periodo di convalescenza, oltre a potersi verificare, in alcune ipotesi, conseguenze post-operatorie di un certo rilievo.

Ne consegue l’importanza, nel caso tu sia interessata a rifarti il seno, che tu possieda una serie di informazioni sull’intervento che ti permetteranno di decidere al meglio se effettuarlo o meno. Per questo motivo, abbiamo diviso le indicazioni in base al momento utile:

  • quello che occorre sapere e fare prima dell’operazione
  • come funziona e si svolge l’intervento vero e proprio
  • quali possono essere i decorsi successivi al medesimo.

Intervento di mastoplastica e possibile dolore

Al fine di valutare opportunamente se rifarsi il seno fa male, è necessario descrivere le modalità con cui avviene l’intervento stesso.

A questo fine è bene specificare che prima ancora di eseguire l’operazione sarà necessario che il chirurgo, in base ai colloqui effettuati con la paziente, valuti la tipologia di protesi da applicare, la tecnica di posizionamento e le conseguenti incisioni da praticare: si tratta di elementi che influenzano non soltanto la resa finale, ma anche tutte le conseguenze dell’operazione dal punto di vista fisico.

Al riguardo, se vuoi approfondire il tema, è consigliabile la lettura dell’articolo dedicato alla tipologia di protesi utilizzabili per un intervento al seno.

In particolare, esistono differenti tecniche attraverso le quali è possibile intervenire per una mastoplastica. Le principali sono:

  • l’intervento sottomuscolare, in cui la protesi viene inserita sollevando il muscolo pettorale e posizionando la medesima nella mammella dietro al muscolo medesimo;
  • l’intervento sottoghiandolare, in cui invece la protesi viene inserita nello spazio fra il muscolo e la ghiandola mammaria;
  • l’intervento dual plane, in cui il posizionamento avviene in parte presso il muscolo e in parte presso la ghiandola.

Sulla scorta della tecnica di intervento prescelta per il caso concreto, le modalità di posizionamento (e quindi, l’incisione da praticare) possono essere diverse.

Anche sotto questo profilo, il dolore e i fastidi del post-operatorio (come pure le sensazioni che si provano durante l’intervento stesso) dipendono essenzialmente dal come il chirurgo ha deciso di procedere, scegliendo tra queste vie di accesso:

  • periareolare, ossia praticando un’incisione a livello dell’areola;
  • sottomammaria, ossia mediante il taglio del tessuto sottostante le mammelle, utile per le protesi di maggiori dimensioni;
  • ascellare o ombelicare, in cui invece la protesi (soltanto con contenuto di soluzione salina) viene inserita dopo aver scavato letteralmente la strada a partire dalla zona sottoascellare o a partire dall’ombelico.

Prevedibilmente, la scelta dell’una o dell’altra modalità dipende dal chirurgo, che vi procederà dopo aver valutato insieme diversi elementi: la corporatura, le condizioni fisiche e il risultato cui si aspira.

Altri elementi che possono incidere sulle sensazioni provate nel corso dell’intervento attengono propriamente alla tipologia di anestesia che viene praticata. Posto che anche in questa ipotesi la scelta spetta al chirurgo (sulla base delle analisi pre-operatorie effettuate), hai comunque la possibilità di scegliere tra un ventaglio di opzioni.

Normalmente, la mastoplastica viene effettuata mediante un’anestesia locale di tipo profondo, anche se grazie alle nuove metodiche anestetiche è possibile ricorrere a terapie più leggere senza rinunciare all’efficacia. Tuttavia, vi sono alcune condizioni che rendono opportuno procedere ad anestesia totale (normalmente senza la necessità di intubare la paziente). L’uno o l’altro tipo di anestesia ha delle ricadute molto importanti sulla condizione fisica nel post-operatorio, soprattutto dal punto di vista delle sensazioni provate al risveglio.

L’invito, in ogni caso, è quello a rivolgersi ad un professionista qualificato. Il Dottor Feliciano Ciccarelli effettua, su richiesta, Consulti e Check Gratuiti volti ad individuare la soluzione migliore al caso sottoposto. Per prenotare una visita gratuita, ti basterà cliccare il bottone qui sotto.

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Cosa fare e sapere prima di un intervento al seno?

Considerato che ogni operazione di chirurgia mammaria presenta dei pro e dei contro, è fondamentale che la paziente possieda il più ampio spettro di informazioni sia per quanto concerne la programmazione e la definizione dei dettagli dell’intervento, sia per quel che riguarda il suo decorso post-operatorio.

Il primo passo è senz’altro quello concernente l’individuazione del chirurgo al quale affidarti per l’esecuzione dell’intervento. A questo proposito può essere necessario dover confrontare diversi professionisti, optando sempre per coloro che offrono le migliori garanzie dal punto di vista della specializzazione e dell’esperienza maturata sul campo.

Così come puoi andare sul sicuro e scegliere di farti seguire dal Dottor Feliciano Ciccarelli, chirurgo estetico di enorme professionalità, che potrà garantirti un primo Consulto del tutto Gratuito volto a verificare quale possa essere, nel caso di specie, la migliore soluzione estetica effettuabile.

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Una volta effettuata la scelta, sarà opportuno effettuare un primo incontro di carattere conoscitivo con il professionista. In quest’occasione, il medico ti farà diverse domande, soprattutto volte alla ricostruzione della tua storia clinica e ad evidenziare possibili incompatibilità rispetto all’una o all’altra tipologia di intervento o per scegliere la protesi più adatta alle tue esigenze, e così via. Nella medesima sede, il chirurgo dovrà fornirti tutte le indicazioni necessarie sia per quanto riguarda l’intervento vero e proprio, che per la convalescenza conseguente.

Quest’aspetto non va assolutamente trascurato, dal momento che per programmare al meglio l’intervento è necessario tenere a mente quali sono le proprie condizioni di vita: il tipo di lavoro svolto, se si pratica attività sportiva, la presenza di bambini e tutti gli altri fattori che possono essere influenzati dalla necessità di sottoporsi ad un periodo di riposo o di limitazione dello sforzo fisico conseguenti all’operazione.

In particolare, bisogna tenere a mente che una mastoplastica può richiedere un paio di settimane di riposo dopo l’intervento, con la necessità di dover pianificare eventualmente un periodo di assenza dal lavoro, a seconda di quali sono le mansioni concretamente svolte.

Si prova dolore durante la mastoplastica?

Dal momento che, come abbiamo visto, l’intervento prevede l’anestesia esso risulta assolutamente privo di dolore. Inoltre, la durata stessa dell’operazione solitamente non supera le due ore, il che rende totalmente sicura anche l’anestesia totale.

Una volta giunto il giorno dell’operazione, quando ti rechi in clinica incontrerai prima l’anestesista, che provvederà a valutare l’opportunità dell’uno o dell’altro tipo di terapia cui sottoporti, in base alle visite di laboratorio e all’elettrocardiogramma.

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Effettuata l’anestesia ci si trasferisce in sala operatoria, dove comincia l’operazione vera e propria. Durante quest’ultima il chirurgo praticherà dapprima un’incisione delle zone interessate, e a seconda dei casi dovrà procedere ad asportare il tessuto cutaneo o muscolare in eccesso, salvo riposizionare quella frazione che si rende necessaria per ripristinare il cono mammario o per meglio posizionare la protesi secondo la morfologia desiderata.

Al termine dell’operazione e al risveglio della paziente, si effettuano i bendaggi della zona interessata, così da garantire alle protesi il giusto supporto ed assestamento. In taluni casi può essere necessario inserire dei drenaggi.

Tutte queste operazioni, come più volte detto, sono assolutamente prive di dolore. Unicamente in caso di anestesia locale è possibile notare una sensazione di nausea o di confusione al risveglio. Una leggera sensazione di bruciore, trattabile mediante opportuna terapia analgesica, può invece essere riscontrata in un secondo momento (quando termina l’effetto dell’anestesia), accompagnando peraltro il successivo decorso post-operatorio, come stiamo per vedere.

Dolore nella fase post-operatoria

Una volta conclusa con successo l’operazione è normale dover sottostare ad un periodo variabile di riposo.

Una prima conseguenza pratica dell’intervento è, comprensibilmente, la presenza di cicatrici. E’ bene chiarire che queste ultime possono essere di dimensioni variabili a seconda della tecnica di intervento adottata, anche se generalmente esse non pongono particolari problemi di carattere estetico.

Infatti, i segni lasciati dall’operazione possono ben mascherarsi sotto il seno o, ancor di più, se si è proceduto mediante incisione areolare o sottoascellare. Tuttavia, è bene precisare che alcuni fattori soggettivi possono comportare una cicatrizzazione ipertrofica, con conseguente maggiore evidenza delle cicatrici.

Venendo alle modalità che caratterizzano il post-operatorio, per chiarire se si prova dolore dopo l’intervento al seno è utile ricostruire questa fase e fornirti indicazioni sulla sua gestione.

  1. In generale, il recupero richiesto in seguito ad una plastica al seno può variare a seconda della tipologia di intervento. Il dolore solitamente è decisamente sopportabile, anche se in gran parte molto dipende dalla tua sensibilità, cosa che rende possibile il ritorno alle proprie abitudini entro pochi giorni.
  2. Quando l’operazione è di tipo additivo sottomuscolare, la protesi viene collocata dietro il muscolo pettorale, così da rendere più naturale il risultato finale. Al contempo, però, questa tecnica prevede dei tempi di riposo e recupero più lunghi, dal momento che è necessario procedere a scollamento del tessuto muscolare: ciò si può tradurre, nella fase post-operatoria, nella presenza di dolore più intenso rispetto ad altre tecniche.
  3. Per il caso della mastoplastica sottoghiandolare, invece, il posizionamento avviene sopra il muscolo (e dietro la ghiandola mammaria). Queste caratteristiche rendono il decorso successivo all’intervento molto meno lungo, con diminuzione sia del dolore che dei possibili fastidi, posto che in tale ipotesi non si interviene direttamente con incisioni sui tessuti muscolari.
  4. In ogni caso, come abbiamo più volte ricordato, il dolore conseguente all’operazione è normale, anche se contenuto. Esso può essere trattato mediante farmaci analgesici prescritti direttamente dal chirurgo. Potranno, inoltre, farsi notare alcuni sintomi, anch’essi perfettamente normali, come una ridotta sensibilità dei capezzoli. Questi ultimi, insieme al dolore, tendono a scomparire in poco tempo.
  5. Anche il gonfiore della mammella dopo l’intervento è assolutamente normale, in conseguenza dell’edema provocata dalle incisioni. Quest’ultimo tende a riassorbirsi nel giro di pochi giorni, sempre che si indossi la medicazione di tipo compressivo.

In generale, tuttavia, il chirurgo fisserà con la paziente degli incontri periodici successivi all’intervento al fine di valutare l’andamento della cicatrizzazione e di guarigione delle ferite, anche al fine di evidenziare il possibile formarsi di complicazioni. Inoltre, dopo una settimana generalmente si sostituisce la medicazione e si rimuovono i punti.

Per una migliore gestione di questa fase è necessario adottare alcuni accorgimenti, la gran parte dei quali ti verrà illustrata dal medico. In primo luogo, è opportuno effettuare una terapia antibiotica, così da eliminare il rischio di contrarre un’infezione.

Inoltre, può essere necessario indossare, nei primi mesi successivi all’operazione, un reggiseno idoneo a sostenere, senza costrizioni, il seno, come quelli di tipo sportivo. Inoltre, sempre dopo un intervento al seno, è necessario astenersi assolutamente dal lavoro per i primi giorni (salvo a prolungare l’assenza fino a tre settimane nel caso di mansioni che richiedono sforzi fisici).

Stesso discorso per lo sport e, in generale per l’attività fisica: è necessario evitare, nelle due settimane successive alla mastoplastica, di sollevare pesi, fare movimenti ampi con le braccia e, in generale, sottoporsi a sforzi.

Il rischio, in questi casi, è di incorrere in una contrattura capsulare, oppure sanguinamento delle cicatrici e infezioni. In tutti i modi, è sempre opportuno rivolgersi al proprio chirurgo quando si nota uno di questi sintomi, in modo da intervenire prontamente per ripristinare la fisiologica guarigione post-operatoria.

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